Rumore Moto

Editor's Review: 3.2 / 5.0

Ha ottemperato all’invito del maresciallo dei Carabinieri fattogli ma già dal giorno dopo ha continuato la sua attività usando i macchinari rumorosi al massimo e costringendo la sottoscritta e tutta la famiglia a vivere in uno stato di agitazione continua. Il maresciallo dei Carabinieri che guidava la pattuglia ha constatato di persona il rumore assordante che proveniva dal laboratorio del sig. Quell’ora aveva chiuso il locale, ma manteneva in attività il laboratorio rumoroso e dal mio appartamento lo ha chiamato all’utenza telefonica della sua abitazione, , invitandolo a venire presso il suo locale a spegnere immediatamente l’impianto rumoroso. In realtà ci sono stati vari aspetti che mi hanno un attimo dato fastidio, a partire dal lasciare costantemente libero il suo cane (che non è certo di taglia piccola) o cani di suoi eventuali amici altrettanto grossi e dall’aspetto minaccioso girare liberamente sul ballatoio. Mi sono già rivolto ad uno studio legale, ma come saprà bene anche Lei i tempi della giustizia sono lunghi. Secondo Lei, esistono gli estremi per una denuncia per disturbo della quiete pubblica (o per l’art. 844 del codice civile)?

Quindi, seguendo l’esempio del Tirolo, la Suter avanza la proposta di bloccare la circolazione di motociclette con un livello di rumore stazionario superiore ai 95 decibel. Una limitazione che andrebbe a colpire le due ruote elaborate e dotate di scarichi “aperti”, che in quanto tali non sono omologate e già con le normative attuali non potrebbero circolare né in Svizzera né altrove. Il limite dei 95 decibel con motore al minimo, tuttavia, taglia fuori dalla possibilità di circolazione anche mezzi perfettamente omologati dai rispettivi costruttori. La proposta della consigliera Suter è stata criticata dalla federazione dei motociclisti che punta a fermare un’iniziativa ritenendo che possa danneggiare pesantemente anche le attività turistiche, già sotto scacco della crisi innescata dal coronavirus. Da giugno a settembre, tutte le sacrosante sere dalle 21.30 fino alle 01.30 di notte, sparano musica a volume altissimo, insopportabile, a 100 metri e con le finestre chiuse. La mia abitazione si trova a circa 800 metri dallo stabilimento Colacem del comune di Caravate .

Questo locale è nel pieno centro storico di Caserta ed è stato aperto nell’estate del 2008. L’aggravante è che si tratta di un locale aperto in un ex convento/chiostro di suore di proprietà del Comune il quale lo ha concesso in fitto dietro, l’obbligo da parte dei gestori, della totale restaurazione dell’immobile. Si tratta di un locale di svariate centinaia di metri quadri come interni ma quel che è peggio è che tale locale è dotato di un giardino di circa 700 metri quadri dove insiste la maggior parte dell’attività di intrattenimento pubblico. Intrattenimento caratterizzato da musica che inizia circa alle 22,30 per finire alle tre del mattino. Inizialmente andammo a parlare con l’assessore competente del comune di Caserta il quale ci promise che si sarebbe interessato del problema. Dopo di che, visto che nulla accadeva, decidemmo di depositare alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere un esposto firmato da quasi cento persone e inviammo l’esposto per conoscenza a tutti gli organi pubblici, nessuno escluso compresi NAS, Prefetto e Questore.

Sono state fatte raccolta di firme, incontri con il Sindaco, con l’assessore, con i tecnici, sono state fatte segnalazioni telefoniche alla Polizia e ai Carabinieri, ai Vigili urbani ma, ad oggi, la situazione non è assolutamente migliorata. Volevo sapere se con la vostra esperienza sapete se esistono leggi che proteggono strutture ricettive come la mia. Non so’ più cosa fare e penso seriamente di abbandonare l’attività e trovare un posto più tranquillo a vivere. Poiché la strada è in salita e si snoda in una serie di tornanti lungo la collina, l’eco delle motociclette e delle macchine è molto forte e si ha la sensazione che lo stesso mezzo passi non una ma tre volte.

Sul fascicolo di In Moto di aprile che trovate in edicola in questi giorni , abbiamo condotto un’inchiesta proprio per conoscere meglio la problematica ed emerge come ci sia sempre meno tolleranza verso il suono prodotto dalle motociclette. Insomma oltre a non essere ben visti, iniziamo a non essere nemmeno “ben uditi”. Negli altri Paesi, come abbiamo scritto all’inizio, sono però andati oltre le norme generiche, stabilendo appositi limiti acustici http://uokraskom.com/index.php/2021/12/22/migliori-casino-online-italiani-autorizzati/ per le moto, anche temporanei .

Abito in una villetta bifamiliare ed il vicino ha costruito, a due metri dalla dalla camera da letto dei miei figli, uno spazio delimitato da griglie di ferro di due metri per due dove da anni vivono costantemente minimo tre cani di taglia media, oltre i cuccioli che nascono continuamente. Abito a Marina di Cerveteri, sul litorale nord in provincia di Roma. Abito a 100 metri da un bar che ha messo tavolini all’aperto, con musica e orchestra con casse acustiche amplificate gigantesche. Il parco è situato in zona residenziale e le case più vicine si trovano a meno di 10 metri. Durante la festa un orchestra suona fino a notte, impedendo il riposo alle persone che abitano nei dintorni. Nonostante le numerose segnalazioni agli enti preposti il problema sussiste, e temiamo possa allargarsi, in quanto il comune avendo un ritorno economico elevato, sta promuovendo attraverso il proprio sito l’area in questione.

  • Se sei un appassionato ed il tuo obbiettivo principale è fare rumore, fermati e non continuare nella lettura.
  • Tutto è iniziato alcuni anni fa quando il Comune ha fatto concessione di suolo pubblico di strade e piazze per mescita e ristorazione all’aperto.
  • Infatti la maggioranza dei condomini sono amici intimi del proprietario del bar, oltre che commercianti e quindi sostenuti dal comune, e altri sono intimoriti dalle continue minacce che il proprietario fa a noi e ai pochi condomini che osano contestarlo.

È una zona residenziale, soprattutto, il ristorante non dovrebbe ridurre i rumori esterni dopo una certa ora? Vorrei capire quale strada è meglio percorrere almeno all’inizio, se chiamare i vigili o i carabinieri per porre alla loro attenzione il disagio (e poi come si procede? Con una denuncia?) oppure, se riprendere in mano la questione con l’avvocato per far partire delle lettere. Francamente, vista la Classificazione acustica del mio Comune non so’ nemmeno se possono procedere con un’attività produttiva in loco. Il problema è che alle 4 di notte, a volte anche prima, inizia le operazioni di carico e scarico dei suoi furgoni con transpalet e pedane di ferro. Le lamentele sono fioccate da parte di molti condomini, anche di palazzi confinanti, all’amministratore che ovviamente ha inviato una raccomandata al titolare per chiedere la cessazione dei rumori come da regolamento condominiale e comunale. Ha inoltre inviato una lettere ai vigili urbani i quali hanno a loro volta inviato un sollecito al fine di interrompere tali rumori; nulla.

Nel silenzio del Comune, mi sono rivolta all’ARPA della mia Regione che mi ha riferito che potrei, a mie spese far fare i rilievi acustici. Ma è mai possibile che il cittadino non abbia alcuna tutela da parte dell’Amministrazione Comunale, dato che l’errore è stato commesso proprio da loro con l’autorizzazione? Inoltre, l’inquinamento acustico prodotto da questa attività non solo inficia la qualità della vita ma anche il valore commerciale dell’abitazione nel caso la volessi vendere. Vi scrivo per avere informazioni riguardo un problema di disturbo alla quiete pubblica. Per prima cosa ho un asilo davanti casa che in estate è aperto anche a luglio e tiene i bambini all’aperto con una piscina e spazio verde dove ci sono continui urla e schiamazzi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 circa. Poi, qualche metro più avanti, c è un ristorante con tavoli alle aperto e parco giochi per bambini che di sera dalle 20 alle 24 si trasforma in un parco giochi con urla e schiamazzi allucinanti tanto da poterli sentire con le finestre chiuse.

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